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Unia vuole un patto per difendere la piazza economica svizzera

Il sindacato Unia vuole un "Patto per la piazza economica svizzera". Viste le difficoltà insorte dopo l'abbandono del tasso minimo di cambio franco-euro, gli ambienti padronali devono sedersi con i rappresentanti dei lavoratori al tavolo dei negoziati per sviluppare soluzioni comuni, hanno affermato oggi i delegati del sindacato al termine della Conferenza dei lavoratori del settore MEM (macchine, equipaggiamenti elettrici e metalli)

Durante l'incontro i partecipanti hanno espresso i loro timori sulle conseguenze che il franco forte potrebbe avere sui loro posti di lavoro. In questo periodo difficile si devono trovare soluzioni comuni, scrive Unia in una nota.

Non sono comunque mancate le criticare per l'atteggiamento assunto da Swissmem, l'organizzazione padronale del settore MEM, e da altre associazione economiche. Cercano di sfruttare la soppressione del tasso minimo per rimettere in discussione il partenariato sociale e peggiorare unilateralmente le condizioni di lavoro, si legge nella nota.

Unia ribadisce quindi la sua opposizione a salari pagati in euro e a loro riduzioni. I circa cento delegati invitano quindi la Banca nazionale svizzera ad applicare di nuovo un tasso minimo "ragionevole".

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