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ROMA - Un miliardo e due milioni di dollari: questa è la cifra necessaria per sostenere l'intervento umanitario dell'Unicef nel mondo, cioè per aiutare i bambini e le donne di 28 paesi e territori tra i più poveri del pianeta. E' quanto emerge dal Rapporto sull'Intervento Umanitario 2010 lanciato oggi.
Il Rapporto sottolinea come la crisi economica mondiale, aggravata dall'instabilità dei prezzi alimentari, sta causando l'incremento delle condizioni di povertà e malnutrizione e sta gravemente minacciando i progressi che sono stati raggiunti a favore dei bambini in alcuni paesi in via di sviluppo. Nel 2009 più di un miliardo di persone ha patito la fame in tutto il mondo, con un aumento di almeno 100 milioni rispetto al 2008: il Rapporto e le indagini sul campo riferiscono un'allarmante tendenza all'aumento della malnutrizione infantile, con un numero molto maggiore di famiglie costrette a ridurre la quantità e la qualità della loro razione di cibo.
Con la gravità della crisi in Asia, in Pakistan, in Afghanistan e nelle Filippine, si stima che nel 2010 le necessità finanziarie dovrebbero più che raddoppiare. Tuttavia, le situazioni più disperate sono ancora quelle dell'Africa sub-sahariana, dove circa 24 milioni di persone nel Corno d'Africa sono state colpite dalla siccità, dall'insicurezza alimentare cronica e dal conflitto armato del 2009. Sudan, Ciad, Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo si trovano ad affrontare casi di violenza interna e di frontiera, spostamenti di massa e problemi di accesso agli aiuti umanitari. La situazione rimane grave anche nello Zimbabwe, dove si intensifica la vulnerabilità dei bambini e delle donne del paese.

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SDA-ATS