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C'è chi ha molto e chi ha poco.

KEYSTONE/CHRISTOF SCHUERPF

(sda-ats)

Circa il 2% dei più ricchi tra la popolazione svizzera possiede tanto quanto il 98% di tutti gli altri, secondo un rapporto odierno dell'Unione sindacale svizzera (USS), che chiede correttivi a questa enorme disparità sociale.

I bassi salari sono aumentati, ma questo aumento viene inghiottito da una politica di disuguaglianza fatta di più tasse e più oneri, mentre i salari più elevati hanno approfittato di un calo della pressione fiscale, che dal 2000 ad oggi è scesa dal 37% al 32%. Una politica "antisociale" in materia fiscale portata avanti dai pubblici poteri non ha fatto altro che rafforzare questa tendenza, secondo l'USS.

Per chi ha un reddito basso o medio, i premi dell'assicurazione malattia rappresentano un onere particolarmente gravoso; la riduzione di questi premi è leggermente diminuita, a causa delle misure di austerità adottate dai Cantoni, deplora il sindacato. Rispetto al 2000 le persone che vivono sole e che dispongono di un reddito medio pagano ogni mese 180 franchi in più di imposte e tasse.

L'USS esige una riduzione dei premi e l'abbandono delle misure di risparmio, cosi come un correttivo al calo della pressione fiscale per i più ricchi e le aziende. Chiede inoltre di respingere la riforma dell'imposizione delle imprese III, maggiori investimenti nella costruzione di alloggi di pubblica utilità, un aumento generalizzato dei salari e maggiori contratti collettivi di lavoro, dotati di "buoni redditi minimi". Infine le rendite AVS devono aumentare del 10%, al fine di prevenire la povertà delle persone anziane. "Sì" quindi il 25 settembre all'iniziativa popolare "AVSplus: per un'AVS forte".

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SDA-ATS