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L'Unione svizzera degli imprenditori (USI) è contraria sia ad aumenti generalizzati degli stipendi per il 2013, sia all'introduzione di un salario minimo.

Il mercato del lavoro deve rimanere flessibile, perché si tratta di una delle chiavi del successo e dell'attrattiva economica della Svizzera, ha sottolineato oggi l'associazione a Losanna in un incontro con la stampa romanda.

Controproducenti, secondo l'USI, sono quindi sia l'iniziativa dell'Unione sindacale svizzera per un salario minimo, sia quella dei Giovani socialisti denominata "1:12 - Per salari equi", come pure la proposta di modifica costituzionale voluta dall'imprenditore sciaffusano Thomas Minder per lottare contro le retribuzioni definite abusive.

Per quanto riguarda i ritocchi in busta paga, secondo il direttore dell'organizzazione Thomas Daum occorre tenere conto della situazione assai diversa a seconda dei settori economici. Nel ramo dell'industria delle macchine, che ha registrato perdite e che soffre per la forza del franco, gli aumenti sono esclusi. "Ma laddove possono essere accordati devono esserlo", ha aggiunto Daum.

Il direttore dell'USI ha ricordato che nel 2012 gli stipendi sono progrediti dell'1,1%: tenendo conto della previsione di un rincaro negativo dello 0,4% l'incremento reale è dell'1,5%. Un risultato "notevole" in un conteso di crisi europea, ha sottolineato Daum.

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SDA-ATS