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"Un milione di sveglie nel Paese" sono state fatte suonare da cittadini e militanti del mondo lesbo, gay, bisessuale e transgender (lsgbt) che oggi hanno riempito 100 piazze in Italia per chiedere l'approvazione del disegno di legge (ddl) Cirinnà sulle unioni civili.

Un appuntamento di portata nazionale, tenutosi sotto lo slogan 'Svegliatitalia', che nelle intenzioni degli organizzatori ha inteso "dare forza al traguardo dell'uguaglianza" in vista del dibattito al Senato sulle unioni civili. L'associazione italiana Arcigay senza timore di smentita parla di "giornata storica per questo Paese, una mobilitazione vastissima che si è nutrita del desiderio e dell'entusiasmo di tante e di tanti che hanno a cuore il valore dell'uguaglianza".

La mobilitazione è stata davvero capillare: da Aosta a Ragusa, da Torino a Roma, dove alla prima firmataria del ddl, l'esponente democratica Monica Cirinnà, è stato tributato una vera e propria ovazione nel momento in cui ha preso la parola. Ma i militanti lgbt si sono fatti sentire anche oltre confine, com'è accaduto a Londra, Copenaghen, Berlino, Francoforte, Boston, Bruxelles, Dublino, Limerick, Vienna e Monaco. I manifestanti romani che si sono riuniti numerosi al Pantheon hanno accolto con affetto Monica Cirinnà, applaudendola oltremodo quando la parlamentare dem ha esortato: "vogliamo che l'Italia diventi finalmente civile; questa è la legge del Partito democratico (Pd) e non di Monica Cirinnà", per questo "non ci fermeremo sulla via della lotta per i diritti".

La giornata però ha risentito delle polemiche destate dalla decisione della Regione Lombardia di scrivere 'Family day' sulla facciata del Pirellone, in verità stigmatizzata da tanti. Ma proprio a Milano sono stati circa 5mila a manifestare a favore del ddl.

In generale gli organizzatori di 'Svegliatitalia' hanno ricordato che il loro simbolo è un cuore con l'uguale "perché crediamo che ogni amore debba avere gli stessi diritti e gli stessi doveri". "Ogni amore - hanno sottolineato - venga riconosciuto e i figli di tutte e di tutti vengano tutelati".

Tra i contrari al ddl Cirinnà s'è fatta sentire l'Aiart, l'Associazione spettatori onlus: "la televisione pubblica oggi ha dato ampio spazio alle manifestazioni pro unioni civili. Ci auguriamo che avvenga lo stesso sabato prossimo in occasione del Family Day". La cronaca di oggi registra infine anche le manifestazioni di 'Sentinelle in piedi', i cui esponenti sono scesi in viarie piazze "in difesa della famiglia tradizionale".

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SDA-ATS