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Uniterre e Willy Cretegny lanciano referendum contro olio di palma

Il comitato referendario è contrario all'accordo di libero scambio con l'Indonesia a causa dell'inclusione dell'olio di palma (foto d'archivio) KEYSTONE/EPA/BW pro LEM sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 gennaio 2020 - 10:30
(Keystone-ATS)

"Diciamo stop all'olio di palma". Con questo slogan il sindacato agricolo Uniterre e altre associazioni in favore del clima e dei diritti umani hanno lanciato oggi un referendum contro l'accordo di libero scambio con l'Indonesia approvato in dicembre dal Parlamento.

A loro avviso, tale decisione è irresponsabile e in contraddizione con l'esigenza di un commercio sostenibile iscritto nella Costituzione.

Il comitato referendario, che deve ora raccogliere le 50 mila firme necessarie, si oppone in particolare contro l'uso dei pesticidi tossici, il lavoro minorile e forzato nella coltivazione dell'olio di palma.

Inoltre, i referendisti denunciano una concorrenza sleale con gli oli vegetali indigeni e il fatto che le condizioni in materia di protezione dell'ambiente e di biodiversità in Indonesia siano in totale contraddizione con le prescrizioni elvetiche.

Oltre a ciò il comitato referendario deplora il fatto che nella maggior parte dei Paesi il libero scambio non abbia aumentato né la prosperità né la qualità di vita. A loro avviso, serve soltanto agli interessi economici delle multinazionali.

I referendisti sostengono inoltre che negli accordi di libero scambio manchino macchinismi di controllo efficaci e sanzioni vincolanti. Per tutte queste ragioni hanno lanciato il referendum contro il trattato con l'Indonesia.

Per il Parlamento elvetico, che ha approvato l'accordo a larga maggioranza, l'Indonesia rappresenta un partner commerciale potenzialmente importante per la Svizzera, anche in considerazione delle prospettive di crescita economica elevata del Sud-Est asiatico. Le esportazioni elvetiche verso l'Indonesia ammontano a 488 milioni di franchi e le importazioni di prodotti indonesiani a 356 milioni.

Secondo le Camere federali, per quanto attiene alla controversa questione dell'olio di palma i negoziatori hanno discusso dell'applicazione degli standard sociali e ambientali con Giacarta (sarebbe la prima volta per questo Stato, n.d.r) nonché dei meccanismi di sorveglianza delle condizioni di produzione di tale olio vegetale.

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