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UPC Cablecom e UPC Austria annunciano la soppressione di 250 impieghi entro il 2018: la misura è dovuta all'accorpamento, effettivo dal primo agosto 2014, delle attività elvetiche con quelle austriache, indica oggi in una nota l'azienda che opera nel settore della TV via cavo, di internet e della telefonia. La riduzione interesserà essenzialmente i siti svizzeri della nuova entità UPC Austria/UPC Cablecom, filiale della casa madre Liberty Global.

L'operatore elvetico ha in organico circa 1'600 dipendenti, mentre UPC Austria 900. L'organico sarà dunque ridotto del 10%. Stando al rappresentante del personale presso UPC Austria Michael Kristek, citato dall'agenzia di stampa APA, in Austria saranno interessati 30 collaboratori. Tuttavia se nel corso dei prossimi anni le attività consentiranno di crescere in tempi più rapidi di quanto previsto è possibile che il numero di posti da ridurre risulterà inferiore, scrive UPC Cablecom.

Laddove possibile si cercherà di ottenere la riduzione attraverso la fluttuazione naturale, prepensionamenti, trasferimenti interni e altre misure simili, ma licenziamenti saranno inevitabili. Il portavoce di UPC Cablecom Marc Maurer ha indicato all'ats che non è ancora possibile fornire cifre al riguardo.

Nel quadro delle discussioni con i sindacati è stato allestito un piano sociale per entrambi i paesi. Stando a Maurer esso comprende una garanzia di occupazione per i dipendenti di oltre 58 anni e un'estensione del termine di disdetta per gli interessati, che verranno anche sostenuti nella ricerca di un nuovo impiego.

Giorgio Pardini, membro della direzione del sindacato Syndicom, afferma nel comunicato di UPC Cablecom: "per noi era importante che le misure fossero socialmente sostenibili. Nell'ambito di intense trattative siamo riusciti a trovare soluzioni accettabili per tutte le parti."

Con il taglio degli effettivi - che avverrà in tutti i settori - il gruppo vuole eliminare doppioni e massimizzare l'efficienza. I mezzi finanziari liberati consentiranno all'azienda di operare anche in futuro cospicui investimenti nel potenziamento delle infrastrutture di rete in Svizzera e in Austria. Contemporaneamente la più stretta collaborazione nello sviluppo e nella messa a disposizione di nuovi prodotti consentiranno di consolidare ulteriormente la posizione di mercato nei due paesi.

Secondo Maurer la misura non ha nulla a che vedere con il recente abbandono della soglia di cambio minima per l'euro da parte della Banca nazionale svizzera.

Da notare che al momento dell'annuncio, nel luglio scorso, della fusione tra UPC Austria e UPC Cablecom i vertici dell'azienda avevano assicurato che non vi sarebbero stati tagli occupazionali. "Non è prevista alcuna riduzione di posti di lavoro, perché le due imprese sono in fase di crescita", aveva indicato all'ats un portavoce di UPC Cablecom.

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SDA-ATS