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Cinque bambini e tre adulti sono stati trovati morti dentro una casa a Houston, in Texas, in seguito all'arresto di un uomo che ha ingaggiato uno scontro a fuoco con la polizia. Lo hanno reso noto le autorità.

L'allarme è scattato nella notte di sabato, quando le autorità sono state allertate: gli agenti, giunti sul posto, hanno ricevuto informazioni sulla presenza nell'abitazione di un uomo ricercato per aggressione.

In attesa di rinforzi e dell'arrivo delle squadra speciali, gli agenti hanno intravisto il corpo di un bambino dalla finestra e sono intervenuti, cercando di fare irruzione in casa. Ne è scaturita una sparatoria, con gli agenti costretti a indietreggiare. L'uomo, 49 anni, si è poi arreso un'ora più tardi ed è ora in stato di fermo. Le forze dell'ordine hanno così avuto la possibilità di entrare in casa e si sono trovate di fronte ai corpi senza vita di otto persone, fra le quali cinque bambini.

Il 49enne vanta una lunga fedina penale, che inizia nel 1988: dai documenti depositati in tribunale emerge che è stato arrestato lo scorso mese per la presunta aggressione della donna che viveva nella casa in cui sono stati rivenuti gli otto corpi senza vita. Nel 2013 è stato accusato per aggressione aggravata contro la stessa donna, che era stata minacciata con un coltello. L'uomo si era dichiarato colpevole ed era stato condannato a nove mesi di carcere.

Tutte e otto le vittime della strage nella casa a Houston in Texas sono state uccise con un colpo di pistola alla testa.

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SDA-ATS