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Un afroamericano disarmato è stato ucciso a Detroit durante un diverbio con la polizia. Un altro caso che rischia di innescare altre violente proteste contro i metodi violenti degli agenti.

La polizia è intervenuta per arrestare Kevin Matthews, che aveva violato la libertà vigilata ed era sospettato di furto. L'uomo ha cercato di fuggire dopo aver visto gli agenti: nella colluttazione che è nata, uno dei poliziotti ha aperto il fuoco uccidendolo. Pare che Matthews fosse affetto da schizofrenia.

"Hanno ucciso mio figlio per nulla. Non era armato", ha detto la madre della vittima, Valerie Johnson, trattenendo a stento le lacrime. Il capo della polizia di Detroit, James Craig, ha già inviato un'inchiesta.

Secondo il dipartimento, il poliziotto coinvolto ha visto l'uomo "che conosceva", è uscito dall'auto e c'è stato un breve inseguimento finito nel giardino di una casa. È nata una colluttazione tra i due, probabilmente per afferrare l'arma dell'agente, e sono partiti alcuni colpi che hanno ferito a morte Matthews mentre il poliziotto, la cui identità non è stata rivelata, ha riportato alcune ferite.

L'ennesimo episodio giunge in un momento particolarmente delicato a livello nazionale per una serie di sparatorie della polizia che negli ultimi anni vede coinvolti soprattutto giovani afroamericani.

In uno degli ultimi casi, avvenuto a Washington, Rashad Bugg-Bey, 25 anni, è morto a colpi di pistola sparati da un agente dopo che il giovane ha ferito una donna con un coltello. L'episodio è avvenuto a novembre nella stazione della capitale: gli agenti hanno intimato al ragazzo di gettare il coltello dopo che aveva colpito la donna e, quando il giovane si è avvicinato a uno di loro, è stato colpito. Bugg-Bey era in coma ed è morto pochi giorni fa nella casa del fratello, nel Maryland. Si attendono i risultati dell'autopsia.

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SDA-ATS