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Prima di abbandonare la guida di New York, il sindaco Michael Bloomberg ha deciso di promuovere una nuova crociata: a finire nel mirino questa volta sono le armi vendute online.

Bloomberg, già da anni alfiere della necessità di leggi più rigide sulle armi, lancia l'allarme sul boom di pistole e fucili venduti in rete, che a causa della mancanza di controlli adeguati molto spesso rischiano di finire in mano anche a criminali.

Il sindaco, riporta il quotidiano Wall Street Journal, ha ora commissionato un'inchiesta dalla quale è emerso come migliaia di pistole vengono comprate via internet da persone con precedenti penali.

Il popolare sito Armslist.com, ad esempio, ogni anno facilita la vendita di 25 mila pistole ad acquirenti illegali. "Nell'era digitale, persone con condanne penali alle spalle e altri individui pericolosi che legalmente non possono comprare armi, sono in grado di farlo online. Gli basta un numero di telefono e un indirizzo di posta elettronica - ha spiegato il primo cittadino della Grande Mela - e come mostra la nostra indagine, questo è esattamente ciò che stanno facendo migliaia di criminali".

Bloomberg ha sottolineato che il commercio di armi da fuoco online, sempre più diffuso, rappresenta un modo semplice per aggirare le leggi federali e statali in materia. "Il mercato nero è fiorente, e continua a crescere in maniera incontrollata", ha aggiunto, ribadendo come a suo parere tragedie come quella al Navy Yard di Washington "continueranno ad accadere sino a quando non prenderemo l'argomento sul serio".

Ma Bloomberg intende andare avanti nella sua battaglia contro le 'armi facili'. Ha infatti assicurato che anche dopo il termine del suo mandato alla guida di New York, che scadrà il prossimo 31 dicembre, continuerà a sostenere i legislatori che vogliono fare dell'America un Paese più sicuro.

Nel frattempo, uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Medicine, rivela che le pistole e fucili contribuiscono invece a rendere un Paese meno sicuro. Gli Usa, che possiedono il maggior numero di armi pro-capite al mondo, hanno anche il primato per il maggior numero di decessi da esse causati. In Giappone invece, dove il tasso di armi possedute pro-capite è il più basso in assoluto, le morti collegate a sparatorie sono pochissime.

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SDA-ATS