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Il giovane ceceno emigrato negli Usa Dzhokhar Tsarnaev è colpevole dell'attentato alla maratona di Boston, che il 15 aprile 2013 causò la morte di tre persone, tra cui un bambino, e il ferimento di altre 260, alcune delle quali subirono amputazioni degli arti.

Lo ha stabilito la giuria al termine del principale processo per terrorismo negli Usa dai tempi della strage di Oklahoma City del 1995, nonché del caso di più alto profilo dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001.

I giurati hanno riconosciuto Tsarnaev colpevole di tutti i 30 capi d'accusa sollevati contro di lui, 17 dei quali prevedono la pena capitale. Per decidere il suo destino sarà ora necessario avviare un nuovo procedimento legale, ma è chiaro sin da ora che nella migliore delle ipotesi trascorrerà il resto della sua vita dietro le sbarre di una prigione. Nella peggiore finirà davanti al boia.

Del resto lui stesso si era dichiarato colpevole, all'inizio del processo, attraverso il suo avvocato, Judy Clarke. Una decisione presa proprio per cercare di evitare la pena di morte, considerato che le prove erano comunque schiaccianti. La strategia della difesa mirava semmai a dimostrare che Dzhokhar, che nel 2013 aveva 19 anni, fosse succube del fratello Tamerlan, di 26 anni, vera "mente" dell'attentato, ucciso poi in uno scontro a fuoco con la polizia quattro giorni dopo quel fatale 15 aprile.

Il dibattimento è andato avanti per poco più di un mese, in cui la difesa ha chiamato al banco dei testimoni solo quattro persone, mentre l'accusa ne ha presentate 92. Il susseguirsi delle udienze è stato caratterizzato da momenti di alta emotività, soprattutto quando in aula sono arrivate le testimonianze che hanno descritto come morì il piccolo Martin Richard, di soli otto anni. Il suo corpo fu dilaniato dallo scoppio della bomba. E ai giurati sono stati anche mostrati i suoi vestiti a brandelli, macchiati di sangue. Il capo dell'ufficio medico legale di Boston, Henry Neilds, ha fatto notare nel raccapriccio generale che nessuna parte del corpo di Martin fu risparmiata dall'esplosione. Diversi giurati sono scoppiati in lacrime durante la deposizione, mentre i genitori ascoltavano pietrificati, in silenzio.

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SDA-ATS