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Michael Brown, il giovane nero ucciso da un poliziotto una settimana fa a Ferguson, è stato colpito da sei proiettili, tra cui due alla testa. Lo rivelano i risultati preliminari dell'autopsia indipendente richiesta dalla famiglia, riferisce il New York Times.

Uno dei proiettili è entrato nella parte superiore del cranio del giovane nero, suggerendo che la testa era piegata in avanti quando lo ha colpito causandone la morte. A sostenerlo è il dottor Michael M. Baden, l'ex capo di medicina legale di New York, volato in Missouri su richiesta della famiglia di un'autopsia separata. Mike Brown è stato pure colpito quattro volte al braccio destro, ha spiegato il medico.

I proiettili non sembra siano stati sparati a distanza ravvicinata, perché non c'era polvere da sparo sul corpo del giovane. Tuttavia questa ipotesi potrebbe cambiare se venissero ritrovati residui sugli abiti della vittima.

Dopo una giornata di relativa calma a Ferguson la tensione è intanto riesplosa ieri sera dopo che la polizia ha lanciato lacrimogeni in risposta alle molotov tirate da diversi manifestanti, che hanno così violato la seconda notte di coprifuoco.

Almeno un centinaio di persone hanno marciato verso una stazione di polizia: le autorità hanno anche colpito un manifestante con proiettili di gomma.

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SDA-ATS