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James Holmes scampa la condanna a morte ma trascorrerà il resto della sua vita in carcere, senza possibilità di uscire sulla parola. È il verdetto raggiunto dalla giuria, composta da nove donne e tre uomini, chiamata a pronunciarsi sulla strage al cinema di Aurora.

Dopo averlo dichiarato colpevole di oltre 160 capi di accusa, la giuria si è trovata a decidere il destino di Holmes ma gli ha evitato la condanna a morte, prevista in Colorado. L'accusa - data la violenza del gesto di Holmes - aveva chiesto che fosse condannato a morte con un'iniezione letale. La difesa ha invece sottolineato come il suo gesto non fosse dettato da odio o ricerca di notorietà, ma da una profonda forma di schizofrenia.

La giuria ha deliberato meno di un giorno per raggiungere il verdetto. La sentenza per la pena di morte deve vedere tutti i giurati d'accordo. E nel caso di Holmes questo accordo non è stato raggiunto, hanno spiegato i giurati.

Il 20 luglio 2012 Holmes era entrato nel cinema di Aurora, vicino Denver, mascherato da Joker, il cattivo della saga di Batman, durante la prima de "Il Cavaliere Oscuro. Il Ritorno". Salito sul palco aveva lanciato lacrimogeni e iniziato a sparare sulla folla, uccidendo 12 persone e ferendone altre 70.

Dopo un lungo processo, il 17 luglio scorso la giuria lo aveva ritenuto colpevole, respingendo la tesi dell'infermità mentale con cui la difesa aveva cercato di mitigare la condanna e contrastare 163 capi d'accusa.

L'accusa aveva invece dipinto Holmes come un ragazzo con problemi caratteriali ma assolutamente sano di mente: un giovane metodico in maniera quasi maniacale e spinto da un profondo senso di rabbia, aumentato dal fatto di essere sempre più isolato a scuola. Decisive sono poi state le testimonianze delle famiglie delle vittime, che lo hanno definito "un animale".

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SDA-ATS