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USA: BP, depositato in tribunale accordo risarcimento vittime

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 aprile 2012 - 22:29
(Keystone-ATS)

Il gigante petrolifero britannico BP e il team di avvocati difensori delle vittime della marea nera hanno presentato davanti ad un giudice distrettuale di New Orleans le condizioni formali dell'accordo di liquidazione di oltre 100.000 individui per i danni economici causati dalla fuoriuscita di greggio dalla piattaforma Deepwater Horizon, nel Golfo del Messico. Il tutto, alla vigilia del secondo anniversario dell'incidente, verificatosi il 20 aprile del 2010.

Incaricato di dare l'approvazione preliminare alla transazione è il giudice Carl Barbier, che dovrebbe esaminare la questione l'8 novembre prossimo, ma già il 3 maggio avrà un primo incontro con le parti. Secondo le stime, la BP dovrà sborsare un risarcimento di 7,8 miliardi di dollari per risolvere le vertenze con i privati: si tratta di una delle maggiori class-action di sempre nella storia degli Stati Uniti.

La richiesta presentata quest'oggi in tribunale, secondo quanto riportano i media statunitensi, afferma che l'accordo "crea un sistema globale di compensazione ed è più che giusto, ragionevole e adeguato".

La transazione non risolve le ulteriori richieste del governo federale e degli Stati del Golfo contro il gigante petrolifero, e neppure il risarcimento per il danno ambientale causato dalla fuoriuscita di greggio. Mentre prevede il rimborso delle spese mediche da parte degli addetti alla pulizia che sostengono di essersi ammalati per la vicinanza al petrolio e ad altri prodotti chimici utilizzati per disperdere il greggio.

"La BP sta contribuendo al ripristino economico ed ambientale della Costa del Golfo - ha detto il direttore esecutivo Bob Dudley - Questo accordo fornisce le direttive per continuare su questa strada senza dover attendere l'esito di un lungo processo".

La transazione depositata in tribunale segue le deposizioni di 311 testimoni e oltre 90 milioni di pagine di documenti.

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