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NEW YORK - La finanziaria 2011 che l'amministrazione Obama invia al Congresso prevede "una tassa di responsabilità per la crisi finanziaria sulle maggiori istituzioni finanziarie del paese per ripagare i contribuenti della straordinaria azione assunta attraverso il Tarp e per ridurre la propensione al futuro rischio". La misura farà entrare nelle casse dello Stato 90 miliardi di dollari in 10 anni. E' quanto si legge nella documentazione diffusa dalla Casa Bianca.
La tassa sulla responsabilità proposta da Obama si va ad aggiungere ai nuovi paletti per le banche proposti dallo stesso presidente e che stanno animando il dibattito fra i regolatori e istituti di credito a livello internazionale.
Il guru della finanza Warren Buffett si è detto contrario all'iniziativa: "Non capisco" la proposta, ha detto nei giorni scorsi. Le banche hanno restituito i fondi ricevuti nell'ambito del Tarp e una tassa "non ha senso": una "vendettà" nei confronti delle banche con una tassa - ha spiegato Buffett - non è "una buona politica fiscale".
Nel discorso sullo stato dell'Unione, Obama ha comunque precisato che non è nel suo interesse punire le banche. "Ho proposto una tassa sulle maggiori banche: so che a Wall Street l'idea non piace, ma gli istituti che possono permettersi di distribuire di nuovo pesanti bonus, possono permettersi anche di pagare una modesta tassa" aveva spiegato il presidente americano precisando: "Non sono interessato a punire le banche ma a proteggere la nostra economia.

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SDA-ATS