Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Donald Trump Jr.

Keystone/AP/MATT YORK

(sda-ats)

All'indomani della luna di miele scoppiata al G20 di Amburgo fra il presidente americano Donald Trump e l'omologo russo Vladimir Putin, spunta puntuale una nuova ombra nel Russiagate, che si allunga direttamente sulla famiglia del presidente.

Il New York Times ha svelato un incontro sospetto tra Donald Trump jr, il figlio maggiore del tycoon, e una avvocata russa legata al Cremlino che è avvenuto alla Trump Tower di New York il 9 giugno dello scorso anno, due settimane dopo che il magnate aveva ottenuto la nomination repubblicana per la Casa Bianca.

Prima di quell'incontro a Donald Jr sarebbe stato promesso del materiale compromettente su Hillary Clinton, la rivale democratica nella corsa alla presidenza, sostiene il giornale, che cita come fonti tre consiglieri della Casa Bianca informati sul meeting ed altri due che ne sono a conoscenza.

All'incontro parteciparono anche l'allora capo della campagna di Trump, Paul Manafort, e il genero Jared Kushner, già nel mirino per i suoi incontri delle indagini del Russiagate per i suoi incontri con l'ambasciatore russo in Usa e con il capo della banca russa Veb.

Non è chiaro, precisa il Nyt, se l'avvocata russa, Natalia Veselnitskaya, produsse effettivamente le informazioni scottanti sulla Clinton ma le fonti del giornale sostengono che le attese erano in quel senso.

In un comunicato diffuso oggi, Donald Trump jr, all'epoca consigliere e rappresentante del padre in campagna elettorale, ha dato la sua versione, riferendo di aver incontrato il legale su richiesta di un conoscente: ''Dopo lo scambio di convenevoli, la donna dichiaro' che aveva informazioni secondo cui individui connessi alla Russia stavano finanziando il partito democratico e sostenendo la Clinton. Le sue dichiarazioni erano vaghe, ambigue e assurde. Non fu fornito o offerto alcun dettaglio o prova. Diventò subito chiaro che non aveva alcuna informazione significativa''. Poi la donna cambiò argomento di conversazione passando alle adozioni dei bambini russi, bloccate da Putin in risposta al Magnitsky act, una legge che sanziona cittadini russi sospettati di abusi dei diritti umani.

''Mi divenne chiaro che questa era la vera agenda fin dall'inizio e che sostenere di avere informazioni potenzialmente utili era un pretesto per l'incontro'', ha aggiunto. Il Nyt nota che ieri, quando gli fu chiesto dell'incontro, il figlio di Trump aveva risposto che fondamentalmente l'incontro era sulle adozioni e non aveva menzionato la Clinton.

Ma secondo il deputato democratico Adam Schiff, della commissione intelligence che indaga sul Russiagate, ''non c'era motivo per questo sostenitore del governo russo incontrare Manafort o Kushner o il figlio del presidente se non si trattava della campagna e della politica sulla Russia''.

Dal canto suo Mark Corallo, portavoce dell'avvocato privato di Donald Trump nel Russiagate, ha sostenuto che "il presidente non era a conoscenza e non partecipò all'incontro''.

Nessuna reazione per ora invece dagli avvocati di Paul Manafort e del genero Jared Kushner.

L'avvocata Natalia Veselnitskaya ha replicato che non ha mai agito per conto del governo russo e che nell'incontro ''non si è discusso per nulla della campagna presidenziale''. Anche il capo dello staff della Casa Bianca, Reince Priebus, ritiene l'incontro ''privo di significato''.

Ma per il Nyt si tratta della prima indicazione pubblica che almeno qualcuno nel team elettorale di Trump desiderava accettare l'aiuto russo e della prima conferma di un incontro privato che coinvolge membri dell''inner circle' del tycoon, in questo caso della sua famiglia.

SDA-ATS