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WASHINGTON/PECHINO - Il Congresso americano compie un passo importante per mettere pressione sulla Cina per lo yuan: mentre Pechino si impegna ad aumentare la flessibilità della propria moneta e il presidente Barack Obama continua a etichettarla come "sottovalutata", la Camera ha dato il via libera a un progresso di legge che consente all'amministrazione americana di imporre sanzioni commerciali alla Cina per lo yuan sottovalutato.
La misura è passata con 348 voti a favore e 79 contrari, con 99 repubblicani che hanno votato insieme ai democratici. Il Senato, dove il progetto di legge non avrà vita facile, inizierà a valutare l'iniziativa dopo le elezioni di metà mandato.
Il voto è arrivato nonostante le rassicurazioni cinesi. Pechino nelle scorse ore si è impegnata a continuare "a perfezionare il meccanismo di formazione del tasso di cambio dello yuan basandosi sull'andamento della domanda e dell'offerta e aggiustando il suo valore in rapporto a un paniere di monete". La banca centrale cinese ha inoltre precisato, respingendo le critiche americane, che dallo scorso giugno il tasso di cambio è "diventato più flessibile".
Un portavoce del ministero del commercio di Pechino, Yao Jian, ha affermato oggi che eventuali misure contro le merci cinesi importate dagli Usa sulla base del tasso di cambio violano le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto).

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SDA-ATS