Navigation

Usa: condannato a morte graziato, sentenza era stata razzista

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 aprile 2012 - 21:06
(Keystone-ATS)

Un giudice della Nord Carolina ha deciso di risparmiare ad un uomo di colore la pena capitale affermando che la discriminazione razziale ha avuto un ruolo predominante nella sua condanna. Marcus Robinson, detenuto nel braccio della morte per aver ucciso un adolescente bianco nel 1991, è stato graziato dal giudice Greg Weeks della Corte Supema della contea di Cumberland, che ha tramutato la pena capitale con il carcere a vita, senza possibilità per il prigioniero di godere della libertà condizionata.

La motivazione - secondo quanto riportato da alcuni media americani - è basata sul Racial Justice Act, una legge del 2009 che consente di tramutare la condanna a morte in ergastolo se si presentano in tribunale prove di pregiudizi razziali da parte della corte. Cosa che è accaduta nel caso Robinson, in cui attraverso uno studio dell'Università del Michigan è emerso che i pubblici ministeri avevano escluso i giurati neri.

"Questa norma è una pietra miliare nella riforma delle sentenze capitali della Nord Carolina", ha detto il giudice Weeks. I sostenitori di questa legge ritengono infatti che il razzismo è stato la causa di molte morti ingiuste, in uno Stato dove in questo momento ci sono 157 persone condannate, di cui oltre la metà sono neri. Robinson, che ha 38 anni, uccise il 17enne Erib Torbblom nel 1991, durante una rapina.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?