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WASHINGTON - John Boehner è un duro dalla lacrima facile. Il nuovo Speaker della Camera dei Rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti si è insediato oggi nell'incarico che per quattro anni è stato di Nancy Pelosi portando con sè - prima di ogni altra considerazione - il suo attaccamento di tipo sentimentale alla bandiera degli Stati Uniti d'America.
Fu esattamente questa l'emozione che lo fece piangere dopo la clamorosa affermazione repubblicana nelle elezioni di metà mandato. Ed è con questo stesso sentimento che, davanti alle telecamere della CNN, Boehner ha pianto una settimana dopo ricordando i sacrifici, la passione e "la "lealtà assoluta nei confronti di quell'idea che è l'America lasciataci dai Padri Fondatori".
Oggi, manifestando un atteggiamento di apertura e collaborazione nei confronti dell'amministrazione Obama, si è commosso di nuovo sia nel ricevere i complimenti dei colleghi, sia nel pronunciare il suo discorso di insediamento, pronunciato alla presenza della moglie Deborah e delle figlie Lindsay e Tricia. La moglie aveva peraltro detto al New York Times che la gente "dovrà farci l'abitudine" a vederlo piangere di tanto in tanto. "È una persona normale che si trova di fronte a un grande lavoro. Può succedere".
Dopo una vita politica trascorsa lateralmente, John Andrew Boehner, 61 anni, nato a Reading, in Ohio, è approdato oggi alla consacrazione di una carriera cominciata nel 1985, quando venne eletto per la prima volta come deputato alla Camera dell'Ohio. Secondo di dodici figli, fu il primo della famiglia a frequentare il college, fino a laurearsi in Economia alla Xavier University di Cincinnati e intraprendere una carriera come consulente economico. È stato eletto alla Camera nel 1991.
Boehner, che proviene da una famiglia strettamente cattolica, è cresciuto giocando in strada davanti al bar del padre, a Cincinnati. Oggi, da 61/mo presidente della Camera, ha promesso rigore assoluto, come gli ha insegnato il padre. È consapevole che lo attende un incarico di difficilissimo equilibrio. Dovrà infatti gestire le spinte ultraconservatrici dei neoparlamentari legati ai Tea Party, per i quali è necessario tagliare ogni forma di spesa pubblica, ma nello stesso tempo dare prova di responsabilità istituzionale per garantire l'approvazione di quelle spese che non possono essere tagliate.
"Lo attende un compito tutt'altro che facile - ha commentato la deputata democratica Debbie Wasserman Shultz, della Florida -. Perché da un lato vogliono fare della riduzione del deficit la loro priorità, ma dall'altro dicono che per loro la prima cosa da fare è ribaltare la riforma sanitaria, una posizione che fa esplodere il deficit".
Come prima misura concreta, messa in calendario fin da domani, Boehner ha già annunciato di voler tagliare le spese della Camera per 35,2 milioni di dollari con una serie di provvedimenti volti a ridurre i salari dei parlamentari, dei loro uffici, dei comitati. "Ci aspettano duro lavoro e decisioni difficili - ha detto insediandosi -. La gente ci ha votato per far finire il modo di lavorare seguito finora. Da oggi cominciamo a farci carico delle sue indicazioni". Un duro. Ma che, fin dal primo giorno, ha già aperto a Obama, ammorbidendo le posizioni intransigenti cavalcate durante la campagna elettorale, in particolare in materia di tagli alla spesa.
John Boehner ha giurato davanti alla bandiera e alla Bibbia, e sotto gli occhi della famiglia. Dietro allo sguardo, evidenti, le lacrime.

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SDA-ATS