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La Fed rimanda eventuali nuovi aiuti all'economia, almeno fino alla riunione di settembre. Ma osservando un rallentamento dell'economia e significativi rischi al ribasso delle prospettive, afferma che agirà se necessario per promuovere una crescita più forte e migliorare l'occupazione. La banca centrale americana si affida quindi a sole modifiche del linguaggio per iniettare fiducia ma delude Wall Street, aumentando l'incertezza in una giornata già contrassegnata da problemi tecnici negli scambi e dati congiunturali non convincenti. La mancanza di aiuti immediati spinge subito in rosso i listini, che avevano sperato in nuove misure già per la riunione di oggi.

A nulla vale l'impegno determinato della Fed ad agire e a confermare tassi "eccezionalmente bassi" fra lo 0 e lo 0,25% fino alla fine del 2014. Il linguaggio usato dalla banca centrale indica la volontà di Ben Bernanke di fare di più se l'economia deluderà. E tutte le indicazioni sembrano puntare verso un rallentamento della ripresa americana. La Fed stessa lo ammette: a differenza dei comunicati delle precedenti occasioni, in cui si notava la crescita moderata, ora la banca centrale osserva un rallentamento nella prima metà dell'anno, con l'occupazione che è rallentata negli ultimi mesi, i consumi delle famiglie che crescono a ritmo più lento rispetto all'inizio dell'anno e il mercato immobiliare che resta depresso. La banca centrale "monitorerà da vicino gli sviluppi economici e finanziari e offrirà ulteriori politiche accomodanti se necessario per promuovere una ripresa economica più sostenuta e migliorare le condizioni del mercato del lavoro in un contesto di stabilità dei prezzi". E l'inflazione è scesa dall'inizio dell'anno e si prevede resti stabile. È in questo linguaggio più deciso e nell'osservazione di un rallentamento delle economia che gli analisti vedono indicazioni verso nuovi aiuti a settembre, dopo l'atteso intervento di Bernanke a Jackson Hole alla fine di agosto. La decisione odierna non è stata presa all'unanimità con Jeffrey M. Lacker che ha votato contro, come del resto lo ha fatto dall'inizio dell'anno, perchè avrebbe preferito omettere il periodo temporale per il quale saranno garantiti tassi bassi.

La Fed guadagna così tempo e attende di avere un quadro più chiaro dell'economia che, a suo avviso, potrebbe ancora non mostrarsi così in difficoltà da richiedere un nuovo round di allentamento monetario. Aspettando per un'azione la Fed avrà la possibilità di valutare gli sviluppi della crisi dell'area euro. "Le tensioni sui mercati finanziari globali continuano a porre signifiticativi rischi al ribasso alle prospettive".

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SDA-ATS