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Dopo quasi 30 anni di dibattito e lotte da parte degli ambientalisti, è stato raggiunto un accordo per 'spegnere' gli ultimi due reattori dell'impianto 'Canyon del diavolo' (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/MICHAEL A. MARIANT

(sda-ats)

Fine alle porte per l'era nucleare nello Stato più popoloso d'America: la California. Dopo quasi 30 anni di dibattito e lotte da parte degli ambientalisti, è stato raggiunto un accordo per 'spegnere' gli ultimi due reattori dell'impianto 'Canyon del diavolo'.

Quest'ultimo sorge sopra una faglia sismica e a ridosso di una scogliera, con il doppio rischio di venire colpito da un terremoto e da uno tsunami.

In base al negoziato, la più grande azienda elettrica dello Stato, che possiede l'impianto - la 'Pacific Gas & Electric' -, chiuderà il 'Canyon del diavolo' entro il 2025, ossia quando scade la licenza per la sua operatività.

In cambio, la produzione di energia - che serve il 9% del fabbisogno della California - verrà rimpiazzata da altre fonti 'pulite', che non producono gas nocivi.

La California ha già messo al bando la costruzione di nuovi impianti nucleari, sino a che il governo non troverà una soluzione allo smaltimento delle scorie radioattive.

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SDA-ATS