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Grazie ai raid degli alleati, le forze armate del leader libico Muammar Gheddafi hanno perso il 20-25% delle proprie capacità e sono state indebolite in maniera significativa. Ma anche se i suoi giorni appaiono contati, è sbagliato affermare al momento che il rais sta crollando, perchè le sue capacità militari rimangono forti.

Dinnanzi ad una commissione d'inchiesta del Congresso Usa per il secondo giorno consecutivo, lo ha spiegato il capo di Stato maggiore delle Forze Armate Usa, l'Ammiraglio Mike Mullen.

"Abbiamo neutralizzato le sue forze ad un livello del 20, 25% - ha indicato Mullen - ma ciò non significa che (Gheddafi) sia pronto a crollare da un punto di vista militare, perchè non è così". Accanto all'Ammiraglio della Marina, c'era il segretario alla Difesa Bob Gates, che non ha voluto dare nessun dettaglio sulle missioni che la Cia sta svolgendo in Libia, probabilmente sin dall'inizio della crisi. Ma Gates ha tenuto a confermare ancora una volta che gli Usa non invieranno truppe terrestri nel paese africano. Gates suggerisce addirittura che le operazioni di addestramento dei ribelli, se ci saranno, dovranno essere condotti da paesi europei o africani, non dagli Stati Uniti, e su questo punto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è d'accordo, ha indicato il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. Rispondendo ad una domanda sui rischi di appoggio al terrorismo islamico, Gates è stato rassicurante, sostenendo che un forte coinvolgimento di Al Qaida o di Hezbollah in Libia "appare altamente improbabile".

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SDA-ATS