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Usa: indignati; tre morti, un uomo ucciso in sparatoria

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 novembre 2011 - 19:51
(Keystone-ATS)

Tre morti in poche ore negli 'accampamenti' degli indignati statunitensi, che oramai da settimane bivaccano nei parchi e nelle piazze di tantissime città, con una situazione che in alcuni casi si va via via degradando. Senza contare il freddo che rende sempre più difficile portare avanti ad oltranza la protesta.

A Oakland, in California, un uomo è stato colpito da una pallottola vicino al campo base degli attivisti. La polizia non ha ancora comunicato l'identità della persona uccisa e sta indagando sulla dinamica della sparatoria. Secondo quanto riportato dalla stampa americana sembra che il colpo sia partito durante un violento litigio scoppiato tra due gruppi di manifestanti.

Gli organizzatori di 'Occupy Oakland' hanno dichiarato che lo scontro è avvenuto tra persone estranee alle attività di protesta del movimento. Ma per il sindaco della città questo incidente è la prova che "l'accampamento deve essere smantellato".

A Burlington, in Vermont, un uomo è invece morto per un colpo di pistola alla testa. Secondo la polizia la vittima è un ex militare di 35 anni e potrebbe trattarsi di un suicidio. Gli agenti, che continuano ad indagare sul caso, hanno isolato parte del parco dove si trovava l'accampamento e hanno stabilito che non sarà più possibile pernottare nelle tende allestite nell'area.

Infine, un uomo di 53 anni è stato trovato morto nella sua tenda a New Orleans, in Lousiana, nell'accampamento di 'Occupy New Orleans', forse colto da un malore. Il corpo infatti non presenta tracce di ferite.

La Giornata internazionale degli indignati è invece trascorsa senza quasi farsi notare in Svizzera. A Ginevra, Berna, Basilea e Zurigo sono in totale circa cento le persone scese in piazza per manifestare contro le banche e la finanza.

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