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Usa: insider trading, si ritira presidente Commissione intelligence

Il senatore repubblicano Richard Burr (foto d'archivio) KEYSTONE/AP/Toni L. Sandys sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 14 maggio 2020 - 19:59
(Keystone-ATS)

Il senatore repubblicano Richard Burr si ritira temporaneamente dalla Commissione intelligence, che presiede. Lo ha indicato il leader repubblicano al Senato Mitch McConnell.

Burr è sospettato di insider trading per la vendita di azioni poco prima che il coronavirus "contagiasse" anche i mercati azionari. La decisione di ritirarsi è avvenuta in seguito a un'accelerazione delle indagini.

Secondo diversi media, Burr ha dovuto consegnare il suo cellulare agli agenti dell'FBI che si sono presentati a casa a Washington muniti di un mandato. Gli investigatori hanno anche avuto accesso ai dati personali dal suo cloud (spazio di archiviazione sul web, ndr), ha affermato il Los Angeles Times.

Questi sviluppi indicano che il cerchio si sta stringendo attorno a Burr. "Non è proprio il tipo di decisione che l'FBI o il Dipartimento di Giustizia prende alla leggera: occorrono diverse verifiche, il consenso di un giudice che tenga anche conto del possibile danno di reputazione del senatore", commenta su Twitter l'ex procuratore federale Preet Bharara.

Il 13 febbraio Burr ha venduto azioni per un importo compreso tra 628'000 e 1,7 milioni di dollari. Si trattava in particolare di partecipazioni in gruppi alberghieri e turistici che sono poi stati duramente colpiti dalle misure adottate dagli Stati Uniti per arginare la pandemia. Lo stesso giorno suo cognato vendette titoli per 280'000 dollari, ha riportato il sito ProPublica la scorsa settimana.

In quella data, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minimizzava ancora i rischi del Covid-19 per gli Stati Uniti, ma Burr, grazie al suo ruolo nella Commissione intelligence, aveva accesso agli avvertimenti delle autorità sanitarie, cosa che ha fatto scattare i sospetti nei suoi confronti.

Alla fine di marzo, quando il caso è stato reso pubblico, il senatore ha negato qualsiasi illecito. "La mia decisione di vendere le azioni si basava esclusivamente su informazioni pubbliche", ha sostenuto in una nota, aggiungendo di aver egli stesso chiesto alla Commissione etica del Senato di indagare.

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