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WASHINGTON - Oltre all'emergenza del Golfo del Messico, un'altra marea ha invaso il primo maggio le strade delle principali città americane, quella composta da centinaia di migliaia di immigrati, per lo più ispanici, che da Los Angeles a New York, da Chicago a Washington, hanno manifestato contro la legge sull'immigrazione varata dall'Arizona.
I manifestanti hanno protestato contro la governatrice Jan Brewer, repubblicana, chiedendo al governo federale di respingere una legge che considerano razzista. In virtù della nuova norma, un poliziotto dell'Arizona può oggi fermare un immigrato sulla base di un semplice sospetto di clandestinità. E - se risulta non in regola - rispedirlo nel suo Paese di origine.
Ma - dicono gli immigrati - sono a milioni in America i clandestini che da anni studiano o lavorano nel Paese, che hanno casa e famiglia, che si sentono a tutti gli effetti americani e per questo chiedono una riforma che tenga conto della realtà.

SDA-ATS