Mattel, il maggiore produttore di giocattoli al mondo, chiude il secondo trimestre oltre le attese, con perdite in calo a 11,4 milioni di dollari, rispetto ai 28,3 milioni di dollari dello stesso periodo del 2014. Ma la Barbie continua a essere sotto pressione.

Al netto di alcuni costi, il trimestre si chiude con utile per azione di 1 cent, oltre le attese degli analisti che scommettevano su un rosso di 4 cent. I ricavi sono risultati pari a 988,2 milioni di dollari, leggermente al di sotto dei 991,9 milioni di dollari stimati dal mercato.

Le vendite di Barbie continuano però a deludere. Pur essendo lievemente in rialzo dall'inizio dell'anno, sono in calo per il sesto trimestre consecutivo. Mattel sta cercando di rilanciare i suoi marchi, e il successo di Barbie è chiave nella strategia dell'amministratore delegato Christopher Sinclair. Sinclair ha assunto le redini della società in aprile e si è impegnato a cambiarne la cultura, ridistribuendo gli incarichi fra i manager e accelerando lo sviluppo di nuovi giocattoli.

"Nel secondo trimestre abbiamo compiuto progressi. Continuiamo a lavorare per migliorare la crescita e la redditività di Mattel", afferma Sinclair, sottolineando che "anche se la società è nelle fasi iniziali del rilancio, stiamo prendendo le misure giuste per essere più competitivi nella crescente industria dei giocattoli".

Le vendite di Barbie sono calate nel secondo trimestre del 19%, mentre quelle di Fisher Price sono salite del 2%. Hot Wheels è stato l'unico marchio del gruppo Mattel a registrare una crescita a due cifre, con vendite in aumento del 19%.

Le azioni di Mattel sono scese del 35% negli ultimi 12 mesi.

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