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È morto a 77 anni, in un ospizio di Brooklyn, Al Goldstein, l'editore che alla fine degli anni '60, con la sua rivista 'Screw' riuscì a far entrare la pornografia hard-core nella cultura popolare d'America.

Non è stato il pioniere delle pubblicazioni spinte, tuttavia fu certamente il primo a presentare al largo pubblico una rivista in cui il sesso appariva in tutti i suoi aspetti, in modo esplicito, senza alcun pudore, sensi di colpa o pretesa di eleganza o di stile. Il suo 'manifesto' con cui presentava 'Screw' nel 1968 era molto sintetico e chiaro: "Ci impegniamo a non coprire nessuna parte intima o sfumare le foto di nessun organo sessuale. Non ci scuseremo mai di nulla. Faremo scoprire a tutti l'intero mondo del sesso. Saremo i rappresentanti dei suoi consumatori".

Arrestato oltre dieci volte con l'accusa di oscenità, nel corso degli anni è stato superato dallo sviluppo tecnologico, dalle video-cassette prima e da internet poi. È andato in bancarotta nel 2003, rimanendo così fuori per sempre da quella enorme industria di prodotti per adulti che fattura solo in America 10 miliardi l'anno. E che lui in fondo ha contribuito a far nascere.

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SDA-ATS