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Usa: nuova gaffe Romney, "Russia è nemico numero uno"

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 marzo 2012 - 21:18
(Keystone-ATS)

Botta e risposta a distanza fra il presidente russo, Dmitri Medvedev, e il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mitt Romney, autore di una ennesima ed imbarazzante gaffe. L'ex governatore del Massachussets, in un'intervista alla Cnn, ha criticato lo scambio fuori onda fra il presidente americano Barack Obama e lo stesso Medvedev, in cui l'inquilino della Casa Bianca si dice pronto ad ammorbidire la propria linea sul disarmo Usa-Russia, ma solo una volta rieletto.

Lo ha fatto con un autogol da guerra fredda, affermando: la Russia "è il nemico geopolitico numero uno" degli Stati Uniti e la flessibilità di cui ha parlato Obama mostra come il presidente "dica una cosa e ne faccia un'altra".

Parole, quelle di Romney, che non sono piaciute per niente al presidente russo che, da Seul, non ha perso l'occasione per ribattere. "Dovrebbe usare la testa" prima di parlare, ha ammonito Medvedev, prima di aggiungere: "Raccomanderei a tutti i candidati alle presidenziali americane due cose. La prima è fare appello alla ragione e usare la testa, che non sarebbe male per un candidato. La seconda è consultarsi: siamo nel 2012 e non più negli anni 1970". Poi il presidente si spinge oltre, con la stoccata finale: "Espressioni del tipo "nemico numero uno" si sentono a Hollywood e si riferiscono a altre epoche".

Il battibecco rischia di pesare su Romney in campagna elettorale per le presidenziali, anche se alcuni leader repubblicani non giudicano positivamente il primo ministro (e neo presidente eletto) Vladimir Putin con il quale fra il 2000 e il 2008, quando era alla guida del paese, le relazioni con l'amministrazione George W. Bush si erano deteriorate.

Il fuori onda Obama-Medvedev ha spinto i repubblicani a lanciare una nuova ondata di attacchi nei confronti del presidente americano, accusandolo di doppio gioco sullo scudo anti-missile. Critiche che Obama respinge seccamente: "L'unico modo per far avanzare questi temi è consultarsi con il Pentagono e il Congresso, ottenendo un ampio sostegno da parte di tutti i partiti" taglia corto Obama, affermando chiaramente che nulla è possibile senza un largo consenso a Washington.

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