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USA: Obama, più tasse ricchi, non guerra ma buon senso

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 marzo 2012 - 13:11
(Keystone-ATS)

I ricchi negli Stati Uniti devono pagare più tasse: non si tratta di una guerra di classe ma di buon senso. "Abbiamo un deficit" da sanare e "non possiamo permetterci" di finanziare gli sgravi ai più ricchi e non investire in quello che fa crescere l'economia, ha affermato il presidente americano Barack Obama nel suo discorso settimanale.

Obama ha quindi invitato il Congresso ad approvare la 'Buffett Rule', ovvero il principio che assicura che i "Paperoni" non paghino meno tasse della classe media, chiedendo a chi guadagna più di 1 milione di dollari l'anno di pagare almeno la stessa aliquota della classe media.

"Nell'ultimo decennio abbiamo speso centinaia di miliardi di dollari su quelli che dovevano essere sgravi fiscali temporanei ai più ricchi" che rappresentano il 2% degli americani, afferma Obama nel discorso settimanale. Warren Buffett, il guru della finanza, "paga un'aliquota che è inferiore a quella della sua segretaria. E questo non è giusto. Non ha senso".

La richiesta di più tasse per i i più ricchi "alcuni la chiamano guerra di classe. Ritengo che chiedere a un miliardario di pagare almeno la stessa aliquota della sua segretaria sia buon senso. Non siamo contrari al successo in questo paese. Vi aspiriamo".

Il Congresso dovrebbe approvare la 'Buffett Rule': "Se si guadagna più di 1 milione l'anno, si dovrebbe pagare almeno un'aliquota uguale a quella delle famiglie della classe media. Se si guadagna meno di 250.000 dollari l'anno, come il 98% delle famiglie americane, le tasse non dovrebbero aumentare".

Barack Obama ha sottolineato che gli abbienti americani hanno un tasso di imposizione fiscale basso, fra i più bassi degli ultimi 50 anni, mentre "le tasse sulla classe media negli ultimi 30 anni si sono a malapena mosse".

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