Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Dopo il pressing delle ultime settimane, il presidente americano Barack Obama ha raggiunto la soglia minima di 34 senatori necessaria per assicurare l'accordo sul nucleare iraniano.

Obama ha ora i numeri richiesti dalla Costituzione degli Stati Uniti per sostenere un eventuale veto presidenziale ad una legge che cancelli l'intesa. Il presidente americano mette così a segno un'importante vittoria in politica estera, forse la più significativa da quando è stato eletto alla Casa Bianca.

Fondamentale è stato il 'sì' della senatrice del Maryland, Barbara Mikulski, che questa mattina ha dichiarato come "l'accordo è il modo migliore per fermare le ambizioni nucleari di Teheran". La Casa Bianca ha così sconfitto il boicottaggio proposto dall'opposizione repubblicana, e ora l'obiettivo è quello di ottenere 41 voti favorevoli da parte dei senatori, in modo da evitare al presidente di dover porre un veto che metterebbe in cattiva luce gli Usa con i partner internazionali.

L'amministrazione Obama continuerà a fare pressione "fino all'ultimo momento" per avere il numero maggiore possibile di voti, ha chiosato con la Cnn il segretario di Stato Usa, John Kerry. "Trentaquattro voti sono sufficienti perché il presidente possa porre un eventuale veto - ha continuato -. Ma questo non è soddisfacente per noi, vogliamo cercare di andare oltre e continueremo a cercare consensi". L'accordo raggiunto dal gruppo dei '5+1' e l'Iran, su cui Capitol Hill si dovrà esprimere entro il 17 settembre, fa quello che le sanzioni "non sarebbero mai state in grado di fare", ossia fermare l'espansione del programma di Teheran, ha poi aggiunto il titolare di Foggy Bottom, sottolineando che se sarà bocciato in Congresso "chi ha votato 'nò non saprà dirvi quanto nucleare l'Iran avrà il prossimo anno. Con questo accordo invece lo sappiamo".

Per il portavoce dello speaker della Camera John Bohener, invece, la Casa Bianca non ha nulla per cui festeggiare: "Forzare un cattivo accordo, nonostante le obiezioni del popolo americano e della maggioranza del Congresso, non è una vittoria per il presidente Obama", ha detto Cory Fritz. "La Casa Bianca può aver convinto un numero appena sufficiente di democratici a sostenere un'intesa che legittima il programma nucleare iraniano, che ripone fiducia nell'auto-ispezione del regime e offre l'amnistia ai terroristi - ha precisato - ma questa intesa è lontana dall'essere realizzata".

Intanto su Twitter si scatenano i commenti: il vice presidente Joe Biden (possibile candidato alle primarie democratiche per Usa 2016) brinda alla vittoria di Obama scrivendo che "l'accordo è la migliore opzione possibile disponibile per impedire all'Iran di avere la bomba nucleare, ed è nell'interesse della sicurezza nazionale Usa". Mentre il candidato repubblicano Marco Rubio rilancia promettendo: "Quando sarò presidente non solo invertirò la pericolosa intesa di Obama, ma aumenterò le sanzioni a Teheran".

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

SDA-ATS