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WASHINGTON - Dall'invasione dell'Afghanistan sino all'estate scorsa, l'esercito americano ha avuto 761 uomini caduti in combattimento. Nello stesso periodo, 817 militari hanno perso la vita suicidandosi.
E' quanto denuncia la rivista 'Time' in un'articolo dal titolo: "L'esercito americano sta perdendo la guerra ai suicidi?". E la risposta, a giudicare dai dati impressionanti, sembra essere affermativa. Il fenomeno dei casi di militari che la fanno finita, in costante aumento negli ultimi cinque anni, è diventato il problema più grave che si trovano ad affrontare i vertici delle Forze Armate Usa. Le cifre dimostrano che una soluzione ancora non è stata trovata, nonostante abbiano investito milioni di dollari e assunto centinaia di esperti di salute mentale, psicologi e psichiatri.
Secondo Time, al di là degli sforzi sul piano medico, il problema è legato all'impiego dei soldati in combattimento. Nuove ricerche hanno infatti dimostrato il nesso molto forte tra il numero delle missioni svolte dal singolo soldati e il numero dei suicidi. Combattimenti ripetuti nel tempo fanno aumentare il rischio di crisi che possono portare a decisioni drammatiche. L'unico modo per mettere a freno questo fenomeno sembra essere quindi quello di aumentare le licenze, i giorni passati a casa lontano dal fronte. Ma il solo modo per ottenere questo risultato, osserva 'Time' è aumentare il numero dei soldati da inviare al fronte o ridurre il numero delle missioni di guerra.
Decisioni che ovviamente prevedono cambi di strategia dell'intero sforzo bellico in Afghanistan, difficili da immaginare, soprattutto alla vigilia dell'annunciata offensiva estiva nella provincia dell'Helmand.

SDA-ATS