Navigation

USA: premio all'eroismo a due soccorritori di montagna svizzeri

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 marzo 2011 - 15:55
(Keystone-ATS)

Il pilota di elicottero Daniel Aufdenblatten e il soccorritore di montagna Richard Lehner, entrambi di Zermatt, ricevono questa sera a Washington lo Heroism Adward, la più importante onorificenza della navigazione aerea a livello mondiale.

L'"oscar" dell'aviazione è stato assegnato al duo vallesano perché nella primavera dell'anno scorso ha effettuato il più alto salvataggio elicotteristico di montagna mai realizzato, a 7000 metri di quota nella regione nepalese dell'Anapurna, riferisce oggi l'ufficio del turismo di Zermatt. Per i due "eroi" giovedì ci sarà anche una festa ufficiale al loro ritorno nella località vallesana.

Aufdenblatten e Lehner nell'aprile del 2010 erano in Nepal per dare un corso di istruzione sui soccorsi in alta montagna, quando è giunta la chiamata d'emergenza di tre alpinisti, due spagnoli e un rumeno. I due esperti di Air Zermatt sono subito volati in loro aiuto benché fino ad allora interventi in elicottero a tale quota fossero ritenuti impossibili.

L'operazione ha richiesto tre tentativi. Le condizioni meteorologiche non erano ideali. Fra l'altro, il pilota ha dovuto ritornare al campo base perché Richard Lehner, appeso al cavo di soccorso durante i dieci minuti di volo verso il luogo dell'incidente, soffriva di mancanza di ossigeno. "Uno dei feriti quando ci ha visti avvicinare pensava fossimo un'allucinazione", ha precisato Aufdenblatten. I due spagnoli e il rumeno sono stati tratti in salvo dopo essere rimasti bloccati per 36 ore sulle pareti dell'Anapurna.

L'anno scorso la stessa importante distinzione era stata assegnata a Chesley Sullenberger, il pilota dell'US Airways che il 15 gennaio del 2009 fece un "ammaraggio" d'emergenza sul fiume Hudson, a New York. Poco dopo il decollo, il suo Airbus A320 aveva urtato uno stormo di oche selvatiche e nell'impatto ambedue i motori erano stati danneggiati.

Sullenberger era riuscito con notevole perizia e sangue freddo a far posare l'aereo a due passi dai grattacieli di Manhattan e senza che il velivolo si inabissasse. I 155 occupanti furono tutti tratti in salvo e il pilota fu l'ultimo ad abbandonare l'aereo. Tra l'altro, secondo un genealogista di Lipsia, anche Sullenberger è un po' svizzero: gli antenati erano originari di Wynigen, nel canton Berna, da dove emigrarono verso l'America nel 1737.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.