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Usa: pronti a incontro immediato con Mosca sul New Start

Una bomba termonucleare degli Stati Uniti del tipo B53. Keystone/AP National Nuclear Security Adm sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 ottobre 2020 - 18:42
(Keystone-ATS)

"Apprezziamo la disponibilità della Russia a compiere progressi sulla questione del controllo degli armamenti nucleari. Gli Stati Uniti sono pronti a incontrarsi immediatamente per finalizzare un accordo verificabile".

Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, Morgan Ortagus, commentando la disponibilità di Mosca per l'estensione del trattato New Start firmato nel 2010 e della durata di dieci anni. Usa e Russia sono vicini a un'intesa che congelerebbe le testate nucleari di ciascuna parte ed estenderebbe il trattato per un anno.

"Siamo molto molto vicini ad un accordo", ha detto una fonte dell'amministrazione di Donald Trump, secondo quanto riportato dal "Wall Street Journal". "Ora che i russi hanno accettato di congelare le testate, non vedo perché non possiamo risolvere i problemi rimanenti nei prossimi giorni", ha precisato.

In precedenza il ministero degli esteri russo, in un comunicato pubblicato sul suo sito web, aveva affermato che Mosca "propone di prorogare il trattato New Start per un anno e, allo stesso tempo, è pronta, insieme agli Stati Uniti, ad assumere l'obbligo politico di congelare un certo numero di testate nucleari possedute per questo periodo".

"Questo punto può essere messo in atto rigorosamente ed esclusivamente con l'intesa che il congelamento delle testate non comporterebbe alcun requisito aggiuntivo da parte degli Stati Uniti", sottolineava il ministero.

"Se questo approccio va bene a Washington - veniva aggiunto -, allora il tempo guadagnato grazie all'estensione del New Start può essere utilizzato per condurre negoziati bilaterali globali sul futuro controllo strategico degli armamenti missilistici nucleari con l'obbligo di considerare tutti i fattori che influenzano la stabilità strategica."

L'amministrazione Trump sta facendo pressione su Mosca per concludere l'accordo prima del voto del 3 novembre, mossa che consentirebbe al presidente di mettere a segno un successo diplomatico negli ultimi giorni della campagna elettorale.

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