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USA: sangue a Chicago, 14 feriti per sparatoria a funerale

La polizia di Chicago indaga sul luogo della sparatoria, davanti a un'agenzia di pompe funebri. Keystone/AP Chicago Sun-Times/TYLER LARIVIERE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 luglio 2020 - 08:20
(Keystone-ATS)

Imboscata ieri in serata a Chicago al funerale della vittima di una sparatoria. Tutto si è consumato in pochi minuti. Il bilancio provvisorio è di 14 feriti e almeno 60 colpi di arma da fuoco sparati.

Erano le 18.25 locali nell'area di South Side, quando da un'auto nera sono partiti colpi di arma da fuoco su una piccola folla che usciva da un'agenzia di pompe funebri, dove era radunata per la commemorazione di una vittima di una sparatoria. Travolti da una pioggia di proiettili i partecipanti alla commemorazione non sono rimasti a guardare e, a loro volta, hanno sparato.

L'auto nera in movimento ha continuato a sparare all'impazzata poi, girato l'angolo, è stata abbandonata e i suoi passeggeri si sono dileguati fuggendo in più direzioni. La polizia ha fermato un sospettato e lo sta interrogando.

Al momento non è chiaro il motivo del gesto folle che, comunque, prolunga la scia di sangue a Chicago dove, al 2 luglio, almeno 336 persone sono state uccise. Una scia di sangue che ha spinto Donald Trump a paventare l'ipotesi di schierare gli agenti federali a Chicago per combattere la criminalità e ripristinare il rispetto della legge.

L'obiettivo del tycoon è restaurare a Chicago e nelle città americane quell'ordine pubblico sfuggito di mano ad amministratori democratici divenuti, sostiene, ostaggio della "sinistra radicale", quella che vuole tagliare i fondi alla polizia e che con una vittoria di Joe Biden - ammonisce il tycoon - rischia di ritrovarsi alla Casa Bianca.

E a Chicago il sindaco è proprio una democratica, l'afroamericana Lori Lightfoot, che all'ipotesi di Trump ha risposto picche. "In nessuna circostanza consentirò alle truppe di Donald Trump di venire a Chicago e terrorizzare i nostri cittadini", ha twittato.

L'incidente rafforza però Trump che, nelle prossime ore, rilascerà una dichiarazione sull'Operation Legend per combattere il crimine violento nelle città americane. L'iniziativa è stata lanciata di recente dal ministro della giustizia William Barr e prende il nome dal bimbo di quattro anni LeGend Taliferro, ucciso il 20 giugno a Kansas City.

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