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Nuova schiavitù a New York. Nella "capitale delle belle unghie", i saloni di bellezza sfruttano, sottopagano, talora addirittura non pagano le estetiste che fanno la manicure.

Il New York Times ha puntato oggi i riflettori sul "capitale umano" di una "indulgenza" un tempo riservata a occasioni speciali ma che negli ultimi anni è diventata una abitudine regolare per donne di ogni censo.

Ci sono almeno 17mila saloni a cui donne in tutti gli Stati Uniti affidano la bellezza delle mani e dei piedi, ma New York è l'epicentro di questa industria con il numero dei locali triplicato negli ultimi 15 anni a quasi duemila nel 2012. Un piccolo lusso dal prezzo umano nascosto per le donne che ci lavorano: giovani venute dall'Asia o dall'America Latina che lavorano in turni di 10-2 ore al giorno chine sui piedi e le mani delle clienti.

Il Times ne ha intervistato oltre 150 in quattro lingue diverse (di solito parlano pochissimo inglese, e questo le rende più' vulnerabili) scoprendo che in larga maggioranza sono pagate sotto il salario minimo e talora neanche pagate. Che per essere assunte sono costrette a pagare una "tassa" di apprendistato di un centinaio di dollari.

Che i proprietari dei saloni fanno frequentemente la cresta sulle mance. Le estetista subiscono umiliazioni di tutti i tipi, punite per ogni minima trasgressione, sorvegliate in tv a circuito chiuso, a volte picchiate. Tutte violazioni ai codici statali e cittadini per le quali i loro datori di lavoro la fanno quasi sempre franca.

Le ragazze sono reclutate sui giornali in lingua asiatica di New York con inserzioni in cui i salari proposti sono così bassi - un dollaro, un dollaro e mezzo l'ora, a volte ancora meno - che a prima vista sembrano errori di stampa. Jin Ren, una ragazza di 20 appena arrivata dalla Cina, ha lavorato per tre mesi gratis prima del primo stipendio da tre dollari al giorno.

È un contrasto stridente soprattutto a Manhattan dove si trova la più alta concentrazione di saloni di bellezza: molte ragazze passano le giornate curando le mani di donne dall'incredibile ricchezza, per tornare la sera a dormire in topaie affollate di letti a castello o appartamenti fetidi popolati da decine di estranei e scarafaggi.

Le estetiste lavorano sotto falso nome, spesso scelto dal proprietario. Le coreane guadagnano meglio - il doppio - delle altre, seguite dalle cinesi. Ispaniche e altre etnie sono in fondo alla scala sociale.

Il costo tipico di una manicure a New York spiega in parte i salari da fame: 10 dollari in media secondo l'inchiesta del New York Times: "Se vai in un posto dal prezzo stracciato, è garantito che rubano il salario alle dipendenti", ha detto al giornale Nicole Yallet della Yale Law School che ha studiato il fenomeno: "A sostenere i costi sono le lavoratrici che hanno messo lo smalto alle tue unghie".

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SDA-ATS