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Suscita l'allarme di Benyamin Netanyahu e di Barack Obama la strage compiuta ieri da Frazier Glenn Miller, un neonazista americano di 73 anni, ex leader del Ku Klux Klan, antisemita e ammiratore di Adolf Hitler, che ieri ha ucciso 3 persone sparando in due centri ebraici nel Kansas.

Un eccidio che il premier israeliano ha condannato oggi con fermezza come un "gesto di odio contro gli ebrei". Aggiungendo che Israele resta impegnato a combattere senza tregua l'antisemitismo.

Molto colpito anche l'inquilino della Casa Bianca secondo cui negli Stati Uniti non ci deve essere più spazio per episodi di violenza religiosa: "Basta con l'ignoranza e l'intolleranza. Nessuno - ha detto Obama - dovrebbe mai preoccuparsi per la sua sicurezza durante riunioni con i propri confratelli. Nessuno deve temere per la sua sicurezza durante un incontro di preghiera". Quanto alla cronaca, ormai lo svolgimento dei fatti appare tragicamente chiaro: Frazier ha ucciso armi in pugno, urlando 'Heil Hitler', prima nel parcheggio del Jewish Community Center di Overland Park, colpendo a morte un medico locale, William Lewis Corporon e il nipote 14enne, Reat Griffin Underwood.

Quindi ha continuato al Village Shalom, una casa di riposo a due chilometri di distanza, dove ha ucciso la sua terza vittima, una donna anziana, e ferendone gravemente un'altra. Pare che abbia usato un fucile e una pistola. Alcuni testimoni hanno riferito alla stampa sul posto che mentre veniva portato via in manette avrebbe fatto affermazioni di chiaro stampo antisemita, continuando a sorridere. Altri testimoni hanno inoltre raccontato che prima di sparare ha chiesto a molte delle persone che erano presenti nei due centri se fossero ebrei.

SDA-ATS