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USA: spettro Columbine, 15enne si uccide dopo presa ostaggi

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 novembre 2010 - 16:39
(Keystone-ATS)

WASHINGTON - Forse la depressione o un forte disagio psichico a lungo represso ha spinto un normalissimo studente di liceo di una cittadina del Wisconsin a tenere in ostaggio 24 persone per cinque ore, e poi, dopo l'irruzione della polizia, a spararsi e togliersi la vita.
La tragedia s'è consumata ieri pomeriggio nell'High School di Marinette, un centro turistico del nord sulla costa del Lago Michigan. Poco prima delle quattro di pomeriggio, la preside della scuola ha lanciato l'allarme alla polizia: un suo studente di 15 anni, armato di due pistole, stava tenendo in ostaggio nell'aula di storia 23 suoi compagni e un'insegnante.
Durante la proiezione di un documentario dedicato alla storia dei miti greci, il giovane è uscito dalla stanza. Dopo pochi minuti è tornato armato, con uno zaino pieno di munizioni. Quindi ha sparato al proiettore e, sempre al buio, ha intimato a tutti i ragazzi a disfarsi dei propri cellulari. Poi, ha distrutto il suo, appena ha cominciato a squillare.
Alle 7,40, dopo circa tre ore dall'inizio dell'incubo, cinque ragazzi sono stati lasciati andare via, con la scusa che dovevano andare in bagno. Venti minuti dopo è scattata l'irruzione della polizia. "Durante il raid - racconta il capo della Polizia locale, Jeff Skorik - il ragazzo ha sparato diversi colpi dentro la classe, contro le pareti e alcuni oggetti. Poi, appena i miei uomini hanno cercato di fermarlo, ha puntato la sua pistola su se stesso e ha sparato. Accanto a lui abbiamo trovato il suo zaino pieno di munizioni".

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