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Nessun passo avanti concreto sul tema del debito. Tuttavia il confronto tra Barack Obama e la leadership repubblicana va avanti, a oltranza, anche nelle prossime ore. Insomma, non c'è un clima di rottura. E a destra c'è chi scommette che la soluzione potrebbe essere vicina.

Politico.com scrive che i repubblicani avrebbero assicurato a Obama di essere pronti all'inizio della settimana prossima a far riaprire il governo, se lui avesse detto sì alla loro proposta sul debito. Dunque fumata grigia al termine del vertice delicatissimo, durato oltre un'ora e mezza, tra il presidente e una ventina di deputati del Grand Old Party, guidati dallo Speaker John Boehner.

Malgrado sotto il porticato della Casa Bianca fossero pronti decine di microfoni, Boehner lascia a bocca asciutta i cronisti per infilarsi nel suo ufficio a Capitol Hill, scuro in volto. Bocche cucite sul meeting. Insomma, tutto lascia pensare che non c'è alcun accordo.

Poco dopo il "New York Times" brucia tutti dando la notizia che Obama ha respinto al mittente la proposta di rinvio del debito di sei settimane, avanzata in giornata dai conservatori.

In un clima d'incertezza parla per primo Eric Cantor, capogruppo repubblicano alla Camera, descrivendo l'incontro "utile e produttivo" e sottolineando che il confronto continuerà nelle ore a venire. Nessuna intesa, ma si continua a lavorare.

Poco più tardi la Casa Bianca diffonde un comunicato particolarmente prudente, nella forma e nella sostanza. Da un lato conferma senza mezzi termini che "dopo una discussione su possibili passi avanti, non è stata presa alcuna decisione specifica". Dall'altro parla di un "buon incontro", assicurando che il presidente "non vede l'ora di fare progressi, continuando il confronto con tutti i gruppi di Capitol Hill". Infine, la conferma che l'obiettivo di Obama resta la riapertura immediata dello Stato federale.

Intanto, da Capitol Hill, i repubblicani insistono proponendo una lettura benevola della nota presidenziale. Come ricorda il portavoce di Boehner, "non è stata presa alcuna decisione finale". E ancora, confermando quanto indicato dalla Casa Bianca, il confronto continuerà già nelle prossime ore, nella notte tra giovedì e venerdì.

Altre fonti interne al partito conservatore fanno sapere che il presidente è molto impegnato a negoziare circa la lunghezza del temporaneo sfondamento del debito americano, pur di evitare il default.

Secondo tanti osservatori, a questo punto sono proprio i leader repubblicani che più di altri si sono spesi nella trattativa, arrivando a proporre il rinvio di sei settimane a rischiare di più. È noto che una parte molto rilevante del loro gruppo parlamentare, quello formato dai deputati del Tea Party, non ci pensano lontanamente ad approvare un rinvio sul debito. Addirittura nelle ultime ore tanti di loro hanno appoggiato una linea "negazionista" circa i danni enormi conseguenti al primo default della storia americana.

Via stretta anche per Barack Obama: al Senato è chiaro che i democratici non accetterebbero un'intesa sul debito senza un accordo che ponga fine allo shutdown.

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SDA-ATS