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Sarebbe un serial killer, responsabile di ben 11 omicidi, Israele Keyes, l'uomo morto suicida in carcere lo scorso dicembre, nove mesi dopo il suo arresto per l'omicidio di una barista ad Anchorage, in Alaska. Gli agenti federali sono riusciti infatti a collegare a lui anche altri dieci omicidi e ora stanno esaminando possibili legami con omicidi avvenuti all'estero. Lo riporta l'edizione online della Cnn.

Secondo fonti di polizia, Keyes avrebbe ammesso, prima della sua morte, di essere responsabile di almeno altri sette omicidi, dal Vermont allo stato di Washington.

La polizia sta investigando sui viaggi fatti da Keyes in Canada, Messico e Belize tra il 2001 e il 2008. "Keyes ha viaggiato all'estero, ma non si sa se ha commesso omicidi, mentre era fuori degli Stati Uniti", spiega l'FBI in una nota.

Keyes viveva nello stato di New York, ma da un certo punto in poi sono stati "segnalati diversi viaggi a Montreal, in cui l'uomo avrebbe cercato prostitute". Keyes, dal Canada ha poi raggiunto l'Alaska, dove ha vissuto prima di essere arrestato.

La polizia descrive Keyes come una sorta di omicidio-dipendente che cacciava vittime in luoghi remoti, come parchi, campeggi e sentieri escursionistici. Era un veterano dell'esercito, e aveva studiato i comportamenti degli altri serial-killer, ma era sempre stato attento a non paragonarsi a loro.

Keyes si è ucciso tagliandosi uno dei polsi e strangolandosi con un lenzuolo, ha detto la polizia. Il serial killer ha lasciato una lettera di quattro pagine in cui non ha espresso rimorsi, né lasciato indizi di altri omicidi.

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SDA-ATS