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USA: tagli al Pentagono, d'ora in poi una guerra per volta

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 gennaio 2012 - 22:00
(Keystone-ATS)

A giorni, il segretario alla difesa americano Leon Panetta, rivelerà la sua strategia per fare in modo che il Pentagono risparmi nei prossimi anni centinaia di miliardi di dollari. Ancora è trapelato molto poco sui suoi piani, ma una cosa è già chiara: gli Stati Uniti non potranno più permettersi di combattere due guerre contemporaneamente.

Tagli alla difesa per 450 miliardi nel prossimo decennio sono stati già decisi la scorsa estate dalla Casa Bianca, ma c'è chi sostiene che non saranno sufficienti e si parla di possibili riduzioni per ulteriori 500 miliardi. Una prospettiva che secondo Panetta e diversi esponenti politici metterebbe a rischio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Con quanto concordato finora, secondo il New York Times, il segretario alla difesa potrà affermare che l'America sarà ancora perfettamente in grado di vincere un vasto conflitto, e anche di "guastare" le ambizioni di un secondo avversario in un'altra parte del mondo, e allo stesso tempo condurre operazioni diverse come fornire assistenza umanitaria in zone disastrate o far applicare una "no-fly-zone".

Tuttavia, sulla profondità dei tagli in molti si interrogano con ansia, poiché riguarderanno in primis l'arsenale nucleare, le navi da guerra, gli aerei da combattimento, e il numero dei militari, che ora si aggira sui 570'000, e anche i loro salari e benefici. Tutto questo tenendo presente in particolare, oltre al dopo-guerra in Iraq e Afghanistan, anche le ambizioni nucleari iraniane, e la crescente potenza militare cinese, i difficili rapporti tra USA e Pakistan e la questione mediorientale.

In questo quadro, andando a decidere riduzioni del numero degli F-35, o delle super-portaerei, e delle cosiddette "tre gambe" dell'armamento nucleare - bombardieri strategici, missili intercontinentali e sottomarini - Panetta dovrà anche pensare alle operazioni in corso, alle ricerche e allo sviluppo di nuovi sistemi d'arma, e anche alla manutenzione di quelle in servizio, e in particolare proprio di quelle nucleari.

Il tutto, in un anno di corsa elettorale per la Casa Bianca, in cui molti prevedono che, dopo l'economia, proprio la sicurezza nazionale sarà il tasto in cui i candidati repubblicani picchieranno più forte per scalzare il presidente Barack Obama.

Il Washington Post evidenzia oggi come la posizione di Panetta sia in questo periodo una delle più difficili di tutta l'amministrazione. Ad esempio sottolinea come potrebbe essere altamente impopolare ridurre gli aiuti e l'assistenza ai militari che tornano a casa dall'Iraq e dall'Afghanistan, mentre allo stesso tempo Mitt Romney, uno dei tre più probabili vincitori della nomination repubblicana, continua ad affermare che con i tagli alla produzione di caccia F-22 Stealth e con altre misure del genere, Obama "sta tagliando all'America la capacità di difendere se stessa".

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