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Usa: tenta 'assalto' Casa Bianca, freddata a Capitol Hill

Ha tentato ieri di sfondare in macchina una delle barriere di protezione della Casa Bianca. Poi, inseguita dagli agenti, con una bambina di 18 mesi a bordo della sua Infiniti nera, s'è diretta a folle velocità lungo Constitution Ave, verso Capitol Hill. Qui, ha ignorato ogni esortazione a fermarsi. E dopo aver sfondato un posto di blocco, ferendo un agente, è stata freddata dai colpi della polizia.

Scene da Far West nel cuore di Washington, per una tragedia che pare frutto della follia di un'igienista dentale afroamericana di 34 anni di Stanford, in Connecticut, con gravi problemi mentali. Già a caldo fonti dell'intelligence hanno escluso la pista terroristica, parlando del gesto di un elemento isolato.

Così in un afoso pomeriggio, si sono vissuti momenti di panico nel pieno centro della città, in cui batte il cuore del potere Usa, tra i palazzi della politica più sorvegliati al mondo. E la capitale americana è rimasta di nuovo con il fiato sospeso, appena 17 giorni dopo la strage del 16 settembre, quando nella base della Marina che dista pochissimi chilometri dal Congresso, un folle provocò la morte di altre 12 persone, prima d'essere ucciso.

L'allarme è scattato attorno le 14,30, quando in una zona piena di parlamentari, funzionari e giornalisti, impegnati a seguire il dibattito sullo shutdown, sono stati uditi diversi spari dalla zona alle spalle della celebre cupola bianca, nei pressi di un edificio, l'Hart Building, che ospita uffici del Senato.

Harry Reid, capogruppo democratico al Senato, ha subito riferito di un poliziotto ferito, ricoverato all'ospedale. Poi gli agenti feriti saranno due, ma nessuno in gravi condizioni. Immediatamente la polizia ha chiesto a tutti i frequentatori del Parlamento di rimanere chiusi nei propri uffici, lontano da porte e finestre. Tutta la zona è stata isolata.

Sui social network sono state postate foto drammatiche di passanti costretti a stare pancia a terra dagli agenti. Chiusa per diversi minuti anche la Casa Bianca. Momenti di tensione, purtroppo vissuti tanti altre volte negli Usa, ma mai così vicini alla residenza presidenziale. Come capita in casi come questi, s'è sparsa la notizia, fortunatamente senza fondamento, di una caccia all'uomo in corso contro un 'active shooter', un tiratore ancora attivo.

Ma la paura è durata poco meno di mezz'ora: il Dipartimento di Polizia di Washington ha fatto sapere che la presunta tiratrice era già stata neutralizzata, più tardi è arrivata la conferma che era stata uccisa. Ma solo nelle ore successive si è conosciuta la sua identità e la dinamica della sparatoria.

Le prime notizie circolate hanno fatto pensare a uno scontro a fuoco. Ma più tardi, alcune fonti inquirenti hanno fatto sapere alla Cnn che la sospetta non ha mai aperto il fuoco e tutti gli spari sono venuti dalle armi degli agenti, in due occasioni. Solo un miracolo ha fatto sì che la bambina che era in auto, anche lei afroamericana, sia rimasta incolume. Intanto si cercano disperatamente elementi concreti sul movente del gesto folle di questa donna: certamente la contrapposizione frontale tra il presidente Barack Obama e la destra repubblicana ha creato un clima di grande tensione anche sociale, a Washington e non solo.

Tuttavia, al momento, pare che a guidare la folla corsa a cavallo tra la White House e Capitol Hill sia stato solo un raptus di follia, piuttosto che qualche ragione anche solo lontanamente legata all'attualità politica di una Nazione, la prima potenza economica al mondo, alle prese con uno scontro politico che potrebbe ricacciare non solo l'America ma tutto il mondo in una recessione simile a quella del 2008.

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