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In meno di 48 ore il Congresso americano ha raggiunto un accordo per evitare, nel breve periodo, i temutissimi contraccolpi del "fiscal cliff", il baratro fiscale che avrebbe potuto trascinare l'economia americana in una nuova recessione. Con una maggioranza di 257 voti contro 167, la Camera dei Rappresentanti nella tarda nottata ha infatti approvato il testo di legge su cui il Senato aveva dato, in extremis, il suo via libera il 31 dicembre.

Per un soffio gli Stati Uniti escono dallo stallo ed evitano lo scenario-incubo: la fine degli sgravi fiscali ereditati dall'era Bush e i tagli automatici alla spesa pubblica per oltre 500 miliardi di dollari. Misure anti-deficit che sarebbero scattate tra gennaio e febbraio.

Anche alla Camera - controllata dai Repubblicani - ha prevalso quindi un atteggiamento pragmatico ed è stata evitata la battaglia all'ultimo sangue per emendare il testo del Senato con ulteriori tagli alla spesa. Secondo le stime, il provvedimento garantirà nuove entrate per circa 600 miliardi di dollari in dieci anni.

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SDA-ATS