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Donald Trump.

Keystone/AP/EVAN VUCCI

(sda-ats)

Con "la più grande riduzione fiscale nella storia del Paese" le imprese americane che hanno dislocato la produzione all'estero ritorneranno in patria. Lo afferma il presidente americano Donald Trump in un'intervista all'Economist, pubblicata dal Corriere della Sera.

"Se le nostre aziende lasciano il Paese, se ne vanno per molte ragioni ma una delle principali è la pressione fiscale troppo alta", producono all'estero e poi spediscono il prodotto "nel nostro Paese, senza pagare tasse. Questo non accadrà più. Dovranno pagare una tassa molto elevata, che si aggira attorno al 35%", ma "al momento stiamo riducendo la pressione fiscale a tal punto che non avrete nemmeno bisogno di una barriera", dice Trump.

Si tratterà - aggiunge - della "più grande riduzione fiscale nella storia del Paese", anche a costo di aumentare il deficit per "un paio d'anni": "dobbiamo innescare la pompa".

Una parte dei risparmi arriveranno, dice, con la riforma sanitaria: "riusciremo a risparmiare un bel po', qualcosa come 400-900 miliardi di dollari".

All'ordine del giorno anche la modifica degli accordi commerciali, "che devono essere giusti, e anche reciproci". In questo senso annuncia "una ristrutturazione massiccia" dell'accordo Nafta di libero scambio con Messico e Canada.

Nella stessa intervista, riguardo alle sue dichiarazioni dei redditi, Trump assicura: "prima o poi le renderò pubbliche. Forse quando avrò finito, perché ne vado molto fiero. Ho fatto un ottimo lavoro. Ma non saranno mai oggetto di trattativa. Non dimenticatevi che sono stato eletto anche senza rivelarlo".

SDA-ATS

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