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Funerali da eroe per uno dei marine che fu ripreso in Afghanistan mentre urinava insieme ad altri tre commilitoni sui resti di alcuni militanti talebani appena uccisi. Era il gennaio 2012, e quelle immagini postate su Youtube scioccarono l'America, misero in imbarazzo la Casa Bianca e rischiarono di innescare reazioni pericolosissime. Tanto che il presidente Barack Obama fu costretto a intervenire, e l'allora segretaria di Stato Hillary Clinton espresse "sconcerto". Mentre l'ex capo del Pentagono Leon Panetta parlò di atti "assolutamente vergognosi".

Ora Rob Richards, cecchino scelto, a oltre due anni di distanza da quell'increscioso episodio è morto per overdose. E, come a molti reduci dell'Afghanistan, gli è stato riservato un funerale con tutti gli onori nello storico cimitero di Arlingon, dedicato ai caduti di tutte le guerre combattute dall'America. Una cerimonia con tanto di carro che trasporta la piccola bara, contenente le sue ceneri, ricoperta dalla bandiera americana. E un gruppo di marine in alta uniforme che sfoderano le sciabole.

Eppure Richards è stato giudicato da una corte marziale che ha definito le sua azioni come "portatrici di discredito alle forze armate americane e all'intero Paese". Una delle tante contraddizioni, anche morali, che nascono quando si parla di guerra. Ma forse stavolta - è l'amara considerazione del Washington Post - si è forse superato il limite. E proprio mentre Obama afferma con forza che l'America non è in guerra contro l'islam, e cerca di rafforzare un'immagine del suo Paese civile e tollerante, contro la barbarie dell'autoproclamato Stato islamico (IS).

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SDA-ATS