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Il riscaldamento globale, se esiste, non è un affare americano, e viene dopo la salute delle industrie a stelle e strisce. A pensarla così è Mitt Romney, che in una sorta di 'intervista doppia' con Obama su scienza e innovazione organizzata dal sito ScienceDebate.org attacca la politica del rivale soprattutto sui temi energetici e ambientali.

"Il mondo si sta scaldando, e l'attività umana contribuisce al fenomeno - scrive Romney - tuttavia non c'è consenso scientifico sul problema, né sull'estensione del riscaldamento, né sul contributo umano, né sui possibili rischi. Inoltre il problema è appunto il 'global' warming, con le economie in via di sviluppo che stanno inquinando più di quelle sviluppate".

Il candidato repubblicano critica fortemente le misure, a partire dai limiti sulle emissioni imposti per legge, adottate da Obama: "La crescita economica e l'innovazione, non le leggi, sono la chiave per la protezione dell'ambiente a lungo termine".

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SDA-ATS