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Donald Trump non ha più rivali.

KEYSTONE/AP/MARY ALTAFFER

(sda-ats)

Via Ted Cruz. Via anche John Kasich. Donald Trump non ha più rivali e vola verso la nomination repubblicana.

Dopo le primarie in Indiana, un altro trionfo e settima vittoria consecutiva, che aprono la strada alla sfida finale per la Casa Bianca tra il tycoon di New York e Hillary Clinton.

Eppure soltanto poche settimane fa c'era ancora chi sperava di fermare la cavalcata di Trump. Niente da fare e il partito repubblicano gettato nel caos dall'urlo dell'antipolitica lanciato dalla Trump Tower adesso è costretto a raccogliere i cocci.

Resta una frangia dura, durissima, che si ostina a ripetere "Mai con Trump" e accarezza la tentazione del "piuttosto Hillary". Un ex consigliere di John McCain, Mark Salter, lo ha messo nero su bianco: "I repubblicani nomineranno per la presidenza un tizio che legge il National Enquirer e pensa che ciò sia adeguato", ha twittato. "Io sono con lei".

Poi però Trump ha vinto e Cruz - investito pur di malavoglia della crociata per fermare il tycoon - ha alzato bandiera bianca. John Kasich, il moderato per eccellenza e ultimo rimasto di un fronte repubblicano in principio affollatissimo e variegato, ha dapprima tentato la carta del 'duro e puro' fino alla convention, ma la sua determinazione è durata soltanto qualche ora prima dell'annuncio del ritiro. Più che giustificato del resto, considerata la manciata scarsa di delegati che era riuscito a racimolare.

Allora il Grand Old Party adesso deve decidere davvero e deve farlo in fretta. A riconoscere l'urgenza è stato subito il presidente della commissione nazionale repubblicana Reince Priebus, che ha lanciato l'appello all'unità: con Trump, contro Hillary. Pur ammettendo che non sarà facile.

Intanto è già guerra di sondaggi: secondo l'ultimo rilevamento Cnn - effettuato prima del voto in Indiana - se si votasse oggi per la Casa Bianca Hillary Clinton batterebbe Donald Trump, staccandolo di ben 13 punti con il 54% delle preferenze degli americani contro il 41% per il tycoon newyorchese. Il vantaggio più ampio registrato a favore della Clinton dal luglio scorso. Eppure solo ieri un sondaggio Rasmussen dava per la prima volta da ottobre Trump in testa in un'ipotetica sfida finale con il 41% contro il 39% dell'ex first lady.

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SDA-ATS