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"Sto facendo serie considerazioni sul futuro": Mitt Romney non lo dice ancora apertamente, ma molti sostengono che ormai ha deciso, correrà per la Casa Bianca ancora una volta, la terza. E mentre le fila dei possibili candidati repubblicani si fanno sempre più affollate, lui brucia le tappe attaccando pubblicamente il presidente Barack Obama e anche l'ex segretario di Stato Hillary Clinton, probabile candidata democratica alle presidenziali del 2016.

"I risultati della politica estera di Obama e Clinton sono stati devastanti, e lo sapete, il terrorismo non è in fuga", ha detto in un incontro di repubblicani in California, a San Diego spingendo molti ad affermare che evidentemente sta già conducendo una "campagna elettorale 3.0".

"Con il presidente Obama i ricchi sono diventati più ricchi, la diseguaglianza dei redditi si è aggravata e mai come prima ci sono in America più persone che vivono in povertà", ha detto l'ex governatore del Massachusetts parlando a circa 300 persone riunite sotto il ponte di volo della portaerei Midway, ora trasformata in museo galleggiante. Nel suo discorso, sottolinea il New York Times, Romney ha di fatto definito una piattaforma elettorale, sostenendo che al centro delle prossime presidenziali dovrebbero esserci problemi come la necessità di rendere il mondo più sicuro, di offrire opportunità a tutti gli americani e la lotta alla povertà.

E in questo senso ha fatto anche un 'mea culpa', affermando che durante la sua campagna per le elezioni del 2012 anche lui stesso era "non concentrato sui poveri". Si tratta di un aspetto che molti tra i repubblicani gli hanno rimproverato, affermando che dagli elettori è stato visto più come un ricco uomo d'affari, che come un politico impegnato per il bene comune.

Un aspetto che sottolineano anche molti possibili rivali che stanno scaldando i motori nella competizione per la nomination repubblicani. E in questo campo i nomi eccellenti non mancano, a partire da Jeb Bush, ex governatore della Florida figlio del 41/mo presidente George W.H. Bush, nonché fratello del 43 presidente George W. Bush; per passare al governatore del New Jersey Chris Christie, al senatore Marco Rubio, solo per citare i più quotati.

Tuttavia, i sondaggi sembrano dare ragione a Romney. In Iowa, dove tradizionalmente iniziano le primarie, i repubblicani vogliono Romney, stando ad un recente sondaggio condotto da Townhall/Gravis: l'ex governatore del Massachusetts è infatti in vantaggio col 21%, seguono gli indecisi e poi Jeb Bush con il 14%. Lontanissimi dalla vetta Chris Christie, che conta solo sul 5% delle preferenze, e Marco Rubio, col 4%.

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SDA-ATS