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È vittoriosa la corsa verso ovest di Bernie Sanders: i caucus, le assemblee di elettori, nello Stato di Washington e in Alaska danno infatti ragione alla sua sorprendente campagna.

Fanno dire in questo modo al candidato per la nomination democratica che sfida da sinistra la frontrunner Hillary Clinton che c'è ancora un "sentiero di vittoria". Il senatore 'liberal' non molla e nonostante i numeri siano dalla parte della rivale vuole arrivare fino alla convention, adesso più che mai.

I democratici hanno votato in Alaska, nello Stato di Washington e alle Hawaii con la formula dei caucus confermatasi la più congeniale per Sanders, anche in questo caso capace di galvanizzare le folle. A Seattle in 15mila hanno partecipato al suo comizio della vigilia del voto e l'affluenza alle urne è stata ovunque massiccia, un indicatore positivo che già in passato aveva giocato a favore del senatore 74enne. In quest'ultima tornata di primarie democratiche ci sono 142 delegati in palio da distribuire su base proporzionale. Non sono sufficienti per ribaltare la situazione, ma più che altro sono indicativi, considerato inoltre che Sanders vince con largo margine stando ai primi risultati confermati.

In Alaska, con il 38% dei voti scrutinato, il senatore è in testa con il 78,7%, mentre Hillary Clinton è soltanto al 21,3%. Nello Stato di Washington, con lo scrutinio al 15% dei voti, Sanders ha l'81,6% delle preferenze rispetto al 18,4% di Hillary. Alle Hawaii le urne si sono chiuse a notte fonda. Sanders può continuare la sua sfida ad Hillary da sinistra, può continuare a pungolarla.

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SDA-ATS