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Gli Stati Uniti sono passati all'azione contro l'Isis anche in Siria, in maniera massiccia: aerei da combattimento, bombardieri e missili Tomahawk lanciati dalle navi che incrociano nella regione hanno colpito nel corso della notte obiettivi nel nord del Paese. Il ministero degli Esteri di Damasco ha precisato che la Siria è stata informata dei raid americani effettuati sul suo territorio. Dal canto suo l'Osservatorio siriano dei diritti umani ha reso noto stamani che oltre 20 miliziani dello Stato islamico sono morti in questi attacchi aerei, aggiungendo che altri 22 raid hanno colpito la regione di Bukamal, al confine con l'Iraq.

"Le forze militari Usa e delle Nazioni partner stanno conducendo azioni militari contro terroristi dell'Isil in Siria", ha reso noto ieri sera il portavoce del Pentagono, ammiraglio John Kirby, senza fornire ulteriori dettagli.

Tuttavia, altre fonti della difesa Usa hanno affermato che le "nazioni partner" che partecipano "in pieno" sono l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, la Giordania e il Baherein.

"La decisione di condurre i raid aerei è stata presa ieri dal comandante del Comando centrale Usa sulla base dell'autorizzazione ricevuta dal Comandante in capo", il presidente Barack Obama, ha detto l'ammiraglio Kirby.

Secondo le indicazioni, gli obiettivi presi di mira sarebbero nel 'cuore' dello Stato islamico, a Raqqa, la città nel nord della Siria dove il 'califfo' Abu Bakr al Baghdadi ha posto la sua 'capitale'. In particolare si parla di centri di comando e controllo e di campi di addestramento e di depositi di armi e munizioni.

La conferma sembra arrivare proprio dagli abitanti della città, che via Twitter riferiscono di numerose esplosioni e di continui sorvoli di aerei da guerra.

Dal canto suo il ministero siriano citato dalla TV di stato ha reso noto che "gli americani hanno informato il rappresentante della Siria alle Nazioni unite che sarebbero stati effettuati bombardamenti contro l'organizzazione terroristica Stato islamico a Raqqa".

Dal canto suo, la Giordania, in un comunicato diffuso dal ministero della difesa di Amman, citato dalla tv panaraba al Arabiya, ha confermato stamani ufficialmente la sua partecipazione ai raid in Siria.

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SDA-ATS