La creazione in Svizzera di una rete di telefonia mobile 5G con il concorso del gruppo cinese Huawei non piace al governo americano: attraverso l'ambasciata di Berna l'esecutivo di Donald Trump è intervenuto presso il Consiglio federale.

Contattato dalla "SonntagsZeitung" il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato che "sul tema vi sono stati scambi a livello diplomatico". Stando al domenicale Washington esorta alleati e amici degli Usa a garantire la sicurezza della rete 5G, evitando fornitori sotto il controllo di stati stranieri. Obiettivo: limitare spionaggio e attacchi cibernetici.

Concretamente, gli americani temono che le aziende possano deliberatamente installare backdoor nei loro componenti, vale a dire "porte sul retro" segrete che permettano di aggirare le difese di un sistema informatico. Huawei viene in tal senso ritenuta in grado di farlo, in quanto molto vicina al governo cinese: questo sebbene l'impresa abbia sempre respinto le accuse.

In Svizzera ad aver scelto Huawei per la sua rete 5G è Sunrise. Swisscom ha optato per svedese Ericsson e Salt per la finlandese Nokia. Swisscom si affida peraltro ai componenti del gruppo cinese per la sua rete fissa.

La Confederazione non sembra da parte sua comunque voler intervenire nel settore. Il Consiglio federale non ha giuridicamente alcuna possibilità di influenzare l'acquisto di componenti di reti da un fornitore straniero, afferma il DFAE in una presa di posizione diffusa dalla "SonntagsZeitung".

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